Affitto breve o lungo? Cosa dicono i dati europei
In tutta l'UE la scelta tra affitto turistico e locazione tradizionale dipende oggi meno dal modello e più da come l'immobile viene gestito.

Con gli affitti in salita, l’arrivo di nuovi obblighi di registrazione e il costo di gestire un immobile in aumento da entrambi i lati, i proprietari di tutta Europa stanno valutando i modelli dell’affitto breve e di quello lungo con più attenzione che negli anni passati.
Per molto tempo il confronto è sembrato semplice. Gli affitti a lungo termine sono saliti con forza dopo la pandemia e, guardando ai soli ricavi lordi, una locazione tradizionale appariva spesso il dato più sicuro. Ma il quadro completo va oltre il canone mensile, e la risposta onesta alla domanda «conviene l’affitto breve o quello lungo?» è oggi, chiaramente, «dipende».
Posizione, caratteristiche dell’immobile e regole locali spingono alcune proprietà chiaramente verso un modello. Anche così, la variabile più importante è quanto bene l’immobile viene gestito e quale rendimento quella gestione può realmente offrire.
Cosa dicono i numeri
La crescita degli affitti è stata ampia ma disomogenea nell’UE. Gli affitti sono saliti in tutti gli Stati membri nell’anno fino al secondo trimestre del 2026, con un aumento del 3,0 per cento nell’intero blocco, mentre i prezzi delle abitazioni sono cresciuti più rapidamente, del 4,7 per cento. Nel corso dell’anno 2025 la differenza tra i mercati è stata ampia.
| Mercato | Crescita dell’affitto a lungo termine, 2025 | Posizione nell’UE |
|---|---|---|
| Croazia | 17,6% | La più in crescita |
| Grecia | 10,0% | Forte pressione |
| Ungheria | 9,8% | Forte pressione |
| Media UE | 3,1% | Riferimento |
| Italia | 3,8% | Vicina alla media |
| Spagna | 2,4% | Sotto la media |
| Francia | 2,3% | Sotto la media |
La domanda di affitti brevi è cresciuta nello stesso periodo. Gli ospiti hanno trascorso 398,1 milioni di notti in alloggi in affitto breve prenotati tramite le principali piattaforme nel solo terzo trimestre del 2025, in aumento dell’8,7 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con una domanda fortemente concentrata in un numero ridotto di regioni.
Confrontando i due modelli solo con questi dati principali, molti proprietari sceglierebbero l’affitto lungo, e per alcune proprietà resta la scelta giusta. Il confronto diventa interessante solo quando si aggiungono i costi che stanno sotto la riga del canone.
I costi che raramente compaiono in un confronto tra affitti
Due modelli che sembrano vicini sui ricavi mensili possono divergere nettamente quando si mettono a prezzo flessibilità, amministrazione e stato dell’immobile.
La via per rientrare in possesso dell’immobile è un fattore. Mentre diverse giurisdizioni europee rafforzano le tutele degli inquilini ed estendono i termini minimi di preavviso e di contratto, l’affitto a lungo termine comporta, in un numero crescente di mercati, meno flessibilità e più amministrazione, dalle nuove norme sulle locazioni a una tenuta dei registri più onerosa.
Lo stato dell’immobile quando finisce una locazione lunga è il costo omesso più spesso. Quando le proprietà passano dall’affitto tradizionale, gli operatori segnalano con regolarità spese di ristrutturazione consistenti, che vanno dalle nuove pavimentazioni e dall’arredo di qualità superiore alla sostituzione completa dei bagni e ai lavori di giardinaggio. Gli affitti brevi si usurano in modo diverso, poiché la pulizia e l’ispezione periodiche tra un soggiorno e l’altro individuano i piccoli problemi prima che diventino costosi. Questi costi raramente compaiono in un semplice confronto sul canone mensile, ma diventano molto concreti quando una locazione termina e un immobile necessita di lavori importanti prima di poter tornare a rendere.
L’affitto breve non è un miglioramento gratuito
Il modello dell’affitto breve ha un proprio carico normativo e finanziario, e quel carico sta aumentando in tutta Europa. Dal 20 maggio 2026, il Regolamento (UE) 2024/1028 impone agli Stati membri di gestire punti di accesso digitale unici attraverso i quali le piattaforme di prenotazione comunicano i dati dell’host e dell’annuncio, inclusi i numeri di registrazione e le notti prenotate. Diversi paesi applicano già in aggiunta i propri regimi di licenza, registrazione o limiti.
| Aspetto | Cosa comporta per un operatore di affitti brevi |
|---|---|
| Quadro di registrazione UE | Numeri di registrazione validi richiesti dove esistono schemi locali, coerenti su ogni canale |
| Regole nazionali e cittadine | Licenze, zonizzazione e tetti alle notti in molti mercati di Spagna, Italia, Francia, Portogallo e Grecia |
| Condivisione dei dati delle piattaforme | Le notti prenotate comunicate alle autorità con cadenza mensile o trimestrale, alzando l’asticella della conformità |
| Finanziamento | Molti mutui standard buy-to-let limitano gli affitti brevi, perciò può servire una finanza specializzata prima di convertire |
A parte le imposte, gli istituti di credito variano in ciò che consentono, e il costo amministrativo della conformità è ormai una voce fissa e non più un fatto isolato.
Se vai sul breve, fallo in modo professionale
Nulla di tutto questo significa che ogni immobile debba passare all’affitto breve. La posizione incide molto sulla domanda, e un immobile in una zona con scarso traffico turistico o d’affari farà fatica a riempire il calendario per quanto bene sia gestito. Anche design e dimensioni contano. Un monolocale in una zona che attrae soprattutto famiglie non renderà come una casa con ampi spazi comuni.
Il passo sensato è valutare tutto questo con onestà prima di cambiare, osservando la domanda locale, la stagionalità, i requisiti di licenza e la realtà pratica di gestire ricambi frequenti, idealmente con il contributo di chi conosce il mercato locale.
Dove un immobile è davvero adatto all’affitto breve, i risultati variano comunque molto a seconda delle scelte di gestione. Un affitto breve gestito in modo professionale può spuntare tariffe e occupazione migliori, e la scala rende più facile aumentare i margini man mano che un portafoglio cresce, riducendo il costo di lavanderia, manutenzione e servizio all’ospite. Quello standard di gestione ha un prezzo. Le commissioni si collocano in genere tra il 15 e il 20 per cento dei ricavi più IVA, e i ricavi dell’affitto breve sono più stagionali di quelli a lungo termine, perciò un annuncio gestito male e con recensioni deboli può rendere meno di una locazione tradizionale.
Un buon approccio di gestione può migliorare i numeri di un immobile adatto, ma non salverà quello che non è mai stato giusto per il mercato, e conviene mettere a budget fin dall’inizio costi di arredo e avvio più alti.
Cosa determina davvero il rendimento
Entrambi i modelli possono essere genuinamente redditizi, ed entrambi possono fallire. Ciò che li distingue è il lavoro dietro i numeri: conoscere il mercato locale, mettere correttamente a budget i costi che ciascun modello porta con sé e adottare un approccio di gestione in grado di offrire il rendimento atteso.
I proprietari che fissano una strategia una volta e la lasciano intatta tendono a vedere il rendimento erodersi, che si tratti di una locazione lunga non rivista per anni o di un annuncio di affitto breve che gira ancora con prezzi e presentazione di tre anni fa. Qualunque sia la strada scelta, la disciplina migliore è rivedere con regolarità prezzi, costi e assetto gestionale e trattare la decisione come qualcosa di continuo e non come qualcosa che si risolve una volta e si dimentica. È questo il lavoro che determina il rendimento.
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Informazioni sull'autore
Gianpaolo Vairo
Co-Founder · Scale Rentals Organisation
Instead of just following the short-term rental market, I help architect its future. Recognized among the Top 20 Influential People in VR Tech, I have spent the past 15 years empowering tourism brands to scale globally while retaining their local authenticity. This drive led me to produce SCALE, where I built Europe’s most authoritative platform for STR professionals. Today, my primary focus is driving the next wave of innovation by integrating Artificial Intelligence into the STR space. I view AI as the essential catalyst for streamlining complex operations and personalizing the guest experience at scale. Ultimately, I partner with companies to optimize sales and launch standout products, ensuring their rapid growth is always grounded in long-term sustainability.
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