Vrbo raddoppierà le commissioni per gli host e taglierà le tariffe per gli ospiti per competere con Airbnb
Vrbo unifica tutti gli host su una commissione fissa del 12% e taglia le tariffe per gli ospiti per competere con Airbnb.

Vrbo sta rivedendo completamente il modo in cui applica i costi a host e ospiti, un cambiamento che ridisegnerà l’economia unitaria di migliaia di gestori di case vacanza. Dal 29 ottobre 2026 la piattaforma di proprietà di Expedia Group porterà tutti gli host a un’unica commissione fissa del 12 per cento, riducendo al contempo in modo netto le tariffe di servizio a carico degli ospiti che per anni hanno aggiunto attrito al momento del pagamento.
Oggi la commissione pagata da un host dipende da come si collega a Vrbo. I gestori integrati tramite un software di gestione immobiliare pagano il 5 per cento, gli host che ricevono prenotazioni dirette senza collegamento software pagano l’8 per cento e gli host con abbonamento annuale storico si collocano su una tariffa scaglionata più bassa. Da fine ottobre convergono tutti sul 12 per cento. In cambio, la tariffa di servizio a carico dell’ospite, che oggi oscilla tra l’11 e il 14 per cento, sarà ridotta in modo sensibile, anche se la maggior parte dei viaggiatori vedrà comunque applicata una qualche tariffa al momento della prenotazione.
| Indicatore | Tariffa precedente | Nuova tariffa (dal 29 ott 2026) |
|---|---|---|
| Commissione gestore collegato via PMS | 5% | 12% |
| Commissione host non collegato | 8% | 12% |
| Host con abbonamento storico | Tariffa scaglionata più bassa | 12% |
| Tariffa di servizio all’ospite | dall’11 al 14% | Fortemente ridotta |
| Airbnb, tariffa solo host | n/d | Circa 15,5% |
| Booking.com, tariffa host | n/d | Circa 15% |
| Annunci Vrbo via PMS, globale e USA | n/d | 55% e 51% |
La svolta ricalca il modello adottato da Airbnb all’inizio di quest’anno, quando è passata a una tariffa interamente a carico dell’host di circa il 15,5 per cento senza una tariffa separata per l’ospite, un cambiamento a cui viene attribuito un aumento della conversione. Booking.com applica già agli host circa il 15 per cento senza tariffa per l’ospite. Vrbo segue ora la stessa logica: caricare il costo sull’host, mostrare al viaggiatore un prezzo finale più pulito e competere con maggiore forza sul totale mostrato al momento del pagamento.
Vrbo affianca al cambiamento dei prezzi nuovi requisiti di parità tariffaria, chiedendo agli host di offrire tariffe almeno pari a quelle di qualsiasi altro canale, compresi i propri siti diretti. Ha inoltre lasciato intendere che potrebbe distribuire l’inventario tramite agenti di prenotazione basati su IA e piattaforme di metasearch, posizionandosi per un mercato in cui la pianificazione del viaggio parte sempre più da un assistente anziché da un motore di ricerca.
L’impatto ricade con più forza sull’inventario gestito in modo professionale. Circa il 55 per cento degli annunci Vrbo a livello globale, e il 51 per cento negli Stati Uniti, si collega tramite un software di gestione immobiliare, quindi la maggior parte dei portafogli gestiti vedrà la propria commissione più che raddoppiare da un giorno all’altro. Per gli operatori la conclusione è immediata: ricostruire i prezzi su Vrbo per assorbire un prelievo del 12 per cento, rivedere l’esposizione alla parità su ogni canale e rivalutare quanto margine lascia la piattaforma una volta entrata in vigore la nuova struttura.
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