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NotizieAccommodation

I ricavi degli affitti brevi a Dubai schizzano del 172% mentre le tariffe alberghiere spingono gli ospiti verso le case vacanza

Short-term rental revenue jumped 172% year over year as hotel rates climbed across the emirate.

Scale Team

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giovedì 17 settembre 2026 alle ore 11:51 · 3 min di lettura

Il settore degli affitti brevi a Dubai ha messo a segno una delle migliori performance mai registrate fino ad agosto 2026: i ricavi annui per unità disponibile sono cresciuti del 172% su base annua, secondo i dati di AirDNA e STR Global. Il tasso di occupazione ha raggiunto il 69% su quasi 18.900 unità attive, mentre la tariffa media a notte è salita a circa 178 dollari, pari a 654 dirham. Nel complesso, questi numeri indicano ricavi annui stimati di 2,58 miliardi di dirham per l’intero settore delle case vacanza dell’emirato, con AirDNA che assegna al mercato un punteggio di investimento di 85 su 100, uno dei più alti monitorati dalla piattaforma a livello globale.

L’impennata è strettamente legata a quanto sta accadendo nel settore alberghiero tradizionale di Dubai. Le circa 154.000 camere d’albergo dell’emirato, distribuite su 827 strutture, registrano un’occupazione dell’80,7%, con tariffe medie giornaliere in crescita dell’8% su base annua e un ricavo per camera disponibile salito dell’11% a 467 dirham. Con l’aumento dei prezzi alberghieri, una quota crescente di viaggiatori, in particolare famiglie, ospiti di soggiorni più lunghi e visitatori regionali, si sta orientando verso case vacanza con licenza, un fenomeno che secondo i dati di AirDNA è ormai strutturale e non stagionale.

Per operatori e property manager, i numeri contano per due motivi. Primo, confermano che il segmento delle case vacanza di Dubai non è più un’alternativa secondaria agli hotel, ma una valvola di sfogo primaria che assorbe una domanda che il settore alberghiero tradizionale non riesce a soddisfare da solo. Secondo, arrivano insieme a un carico di adempimenti in costante aumento: gli host devono considerare la Tourism Dirham fee, compresa tra 10 e 15 dirham a notte a seconda della categoria della struttura e limitata a 30 notti, un’IVA standard del 5% sulle forniture imponibili, e un’imposta sulle società del 9% sui redditi superiori a 375.000 dirham una volta che il fatturato annuo supera 1 milione di dirham.

Il contesto regionale rafforza la tendenza. I dati di STR Global mostrano che il potere di determinazione dei prezzi di Dubai si manterrà fino al 2027, con tariffe medie che differiranno solo marginalmente dai livelli del 2025 anche con l’arrivo di nuova offerta alberghiera e di case vacanza. Questo suggerisce che l’attuale crescita degli affitti brevi riflette un aumento strutturale della domanda nell’economia turistica di Dubai, più che un’anomalia di prezzo temporanea.

I dati

Indicatore Valore
Crescita ricavi STR (annua) +172%
Unità STR attive 18.902
Occupazione STR 69%
Tariffa media a notte STR $178 (AED 654)
Ricavi annui stimati del settore STR AED 2,58 miliardi
Punteggio di mercato AirDNA 85/100
Occupazione alberghiera 80,7%
Crescita tariffa alberghiera (annua) +8%
RevPAR alberghiero AED 467 (+11%)
Tourism Dirham fee AED 10-15/notte, tetto 30 notti
IVA 5%
Imposta sulle società 9% oltre AED 375.000 di reddito (fatturato >AED 1M)

Fonti principali: AirDNA e STR Global, come riportato da Emirates 24|7 e Travel And Tour World.

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