Il Sud Europa chiude in silenzio la porta alla nuova offerta
Cinque mercati, cinque strumenti e un'unica direzione: meno licenze nuove e una fiscalità più pesante.

Il Sud Europa non sta vietando gli affitti brevi. Sta facendo qualcosa di più silenzioso e più duraturo: rendere difficile la creazione di nuova offerta, uno strumento alla volta. Portogallo, Grecia, Italia, Spagna e Francia azionano ciascuno una leva diversa, e tutte e cinque puntano nella stessa direzione.
| Mercato | Strumento | Soglia | Pernottamenti 2024 |
|---|---|---|---|
| Portogallo | Zone di contenimento AL | 10% dello stock in valore assoluto, 5% relativo | n/d |
| Grecia | Blocco degli AMA più tassazione | Distretti centrali di Atene, imposta sul reddito dal 15 al 45% | 45 mln |
| Italia | Presunzione del codice fiscale | La terza unità impone l’apertura della partita IVA | 127 mln |
| Spagna | Registri regionali | Rimozione dell’annuncio entro 48 ore | 171 mln |
| Francia | Portale nazionale | Tetto di 120 notti a Parigi | 192 mln |
Portogallo: la licenza non è più un asset
In una zona di contenimento del centro di Lisbona, una licenza legata a un acquisto va trattata come non trasferibile e non come un bene rivendibile. Valutare un’operazione dando per scontato che la registrazione AL segua l’immobile è il modo più rapido per pagare troppo.
Italia: la terza unità cambia il business
La cedolare secca resta al 21% sulla prima unità e al 26% sulla seconda. La terza porta l’attività nel perimetro imprenditoriale, con partita IVA obbligatoria e tutto il carico di adempimenti che ne consegue. Di fatto è il codice fiscale a svolgere il lavoro della zonizzazione.
Grecia, Spagna e Francia: controlli, non divieti
La Grecia ha congelato le nuove registrazioni AMA nei distretti centrali di Atene e vi ha sovrapposto un’imposta sul reddito dal 15 al 45%. La Spagna ha ormai registri regionali che impongono alle piattaforme di rimuovere l’inventario non conforme entro 48 ore. La Francia fa passare tutto da un portale nazionale, con Parigi che mantiene il tetto di 120 notti sulla residenza principale.
Perché conta
Nessuna di queste misure è un divieto, e tutte colpiscono lo stesso profilo di operatore: il semiprofessionale con tre o dieci unità. È il segmento che alimenta la maggior parte dei portafogli europei di property management.
Ne derivano due conseguenze pratiche. In questi cinque mercati la crescita passa ora dal rilevare stock già conforme anziché dall’aggiungere nuovi annunci, e la valutazione di un portafoglio va costruita su quali licenze si trasferiscono davvero, non su quante porte il venditore riesce a contare.
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Informazioni sull'autore
Gianpaolo Vairo
Co-Founder
Instead of just following the short-term rental market, I help architect its future. Recognized among the Top 20 Influential People in VR Tech, I have spent the past 15 years empowering tourism brands
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