Le città spagnole rischiano un deficit di 2 miliardi di euro sottotassando gli appartamenti turistici sulla nuova tassa rifiuti
Le città spagnole affrontano una disuguaglianza fiscale non classificando e tassando correttamente gli appartamenti turistici nell'ambito del nuovo mandato sui rifiuti.

I principali centri urbani spagnoli stanno affrontando una diffusa disuguaglianza fiscale e ambientale non classificando né tassando correttamente gli appartamenti turistici a breve termine nell’ambito della nuova tassa nazionale sulla gestione dei rifiuti. Nonostante il mandato di implementare tariffe basate sul principio “chi inquina paga”, la maggior parte delle grandi città sta trattando gli affitti turistici ad alta rotazione alla stregua delle normali abitazioni familiari, di fatto sovvenzionando i rifiuti generati dal turismo a spese dei residenti locali.
Il mandato nazionale e il divario di gettito
La questione deriva dalla Legge 7/2022 sui Rifiuti e i Suoli Contaminati per un’Economia Circolare. Questa legge, allineata alle direttive dell’Unione Europea, imponeva a tutti i comuni spagnoli di implementare una tassa sui rifiuti specifica e non in deficit (Tasa de Basuras o PPPNT) entro il 10 aprile 2025. L’obiettivo principale è recuperare l’intero costo reale della raccolta, del trasporto e del trattamento dei rifiuti, stimato in 5,056 miliardi di euro a livello nazionale nel 2024.
Tuttavia, un’analisi provvisoria dell’Osservatorio della Tassa sui Rifiuti indica che, anche con le nuove tariffe, solo circa il 54,7% di questi costi è stato coperto nel 2025. Gli ispettori fiscali locali stimano che il potenziale deficit nazionale si aggiri intorno ai 2.000 milioni di euro. Questo enorme buco viene in gran parte colmato aumentando le tariffe alle famiglie domestiche, la cui tassa media è già aumentata del 26,5% nel 2025.
Il punto cieco delle grandi città
Nelle principali aree metropolitane, la mancata differenziazione tra proprietà residenziali e turistiche aggrava questo squilibrio finanziario e sociale.
Gli esperti, inclusi gli analisti fiscali, sostengono che questa pratica distorca l’equità del mercato, poiché l’elevata rotazione delle abitazioni turistiche richiede servizi di raccolta sovradimensionati e più frequenti, proprio come hotel e ristoranti, che già pagano tariffe commerciali superiori.
La realtà della produzione di rifiuti turistici
Gli studi confermano l’onere ambientale e fiscale:
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Maggiore produzione: Le ricerche indicano che le attività turistiche comportano spesso quantità più elevate di rifiuti solidi. Mentre alcuni studi localizzati (come a Minorca) suggeriscono che i turisti possano generare leggermente meno al giorno rispetto ai residenti, il fattore chiave è la composizione e il comportamento di riciclo.
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Scarsi tassi di riciclo: Gli ispettori fiscali notano che gli affittuari turistici, non avendo familiarità con i complessi sistemi locali di separazione, producono più rifiuti misti e riciclano significativamente meno. Ad esempio, in contesti insulari, è stato riscontrato che la popolazione non turistica raccoglie in modo differenziato il 47,3% in più di materiali riciclabili rispetto ai turisti.
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Impatto sugli appartamenti: Le verifiche sui rifiuti hanno specificamente dimostrato che la produzione di rifiuti misti è più elevata negli appartamenti turistici che negli hotel, a causa della natura strutturale dei servizi forniti.
Un aspetto cruciale è che la nuova legge consente ai comuni di giustificare tariffe più elevate con studi che dimostrino questa maggiore produzione, modificando la classificazione dell’immobile da residenziale a commerciale (attività economica).
Modelli di tassazione equa
Mentre la maggior parte delle grandi città resta indietro, diverse amministrazioni stanno fissando il punto di riferimento per una tassazione equa dei rifiuti:
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La riclassificazione di Barcellona: L’Àrea Metropolitana de Barcelona (AMB) è all’avanguardia, pianificando di riclassificare 11.664 appartamenti turistici come entità commerciali per il bilancio 2026. Si prevede che questo singolo cambiamento aumenti le entrate comunali di 3,3 milioni di euro, garantendo che le proprietà che generano rifiuti di livello commerciale paghino tariffe di livello commerciale.
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Il sistema a scaglioni di Siviglia: Siviglia si distingue tra le grandi città applicando supplementi basati sia sulla posizione che sulla capacità, aggiungendo fino a cinque euro extra per posto a trimestre nelle principali vie turistiche ad alta domanda.
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Le tariffe alberghiere di Palma di Maiorca: Palma, riconoscendo la natura del settore ricettivo, ha scelto di applicare tariffe simili a quelle dei piccoli hotel, con diversi scaglioni a seconda che l’unità offra servizi di ristorazione.
Questo divario segnala un’urgente necessità di riforma diffusa. Mentre il boom degli affitti turistici in Spagna continua a mettere sotto pressione i servizi pubblici, ignorare questa disparità nella tassa sui rifiuti mina lo stesso obiettivo di recupero dei costi stabilito dalla legge nazionale, con il rischio effettivo di un turismo sovvenzionato con fondi pubblici fino a quando le ordinanze comunali non saranno corrette per il 2026.
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Gianpaolo Vairo
Segue il settore degli affitti brevi per Scale Wire. Focus su Regulations, trend tecnologici e analisi di mercato.



