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Le destinazioni rurali e minori assorbono la pressione dell'overtourism in Europa

Dati ufficiali di Spagna, Italia e Portogallo: la domanda si sposta verso campagne e borghi.

Scale Team

Scale Team

domenica 25 ottobre 2026 alle ore 15:00 · 4 min di lettura

Le nuove statistiche ufficiali dell’Europa meridionale mostrano che la domanda turistica si sta spostando verso le aree rurali e le destinazioni più piccole, mentre i governi cercano di alleggerire la pressione sulle città più sature. In Spagna i pernottamenti nelle strutture di turismo rurale sono cresciuti del 2,7% su base annua ad agosto 2026, trainati dai viaggiatori internazionali. I piccoli comuni italiani hanno fatto meglio del mercato nazionale nei primi sette mesi dell’anno, e il segmento portoghese del turismo rurale e di abitazione ha registrato una crescita vicina al 7% nel 2025. Nello stesso tempo, Francia e Grecia stanno costruendo quadri di pianificazione pensati per distribuire i flussi di visitatori prima che si formino nuovi punti critici.

I numeri in sintesi

Paese Indicatore Valore Variazione
Spagna Pernottamenti rurali, agosto 2026 n.d. +2,7% su base annua
Spagna Pernottamenti rurali di non residenti, agosto 2026 n.d. +12,1% su base annua
Italia Presenze nei piccoli comuni, gennaio-luglio 2026 n.d. +4,4% rispetto al 2025
Italia Arrivi nei piccoli comuni, gennaio-luglio 2026 n.d. +5,6% rispetto al 2025
Portogallo Pernottamenti nel turismo rurale e di abitazione, 2025 3,3 milioni +6,9% su base annua
Portogallo Ospiti nel turismo rurale e di abitazione, 2025 1,5 milioni +6,7% su base annua

Spagna: i viaggiatori internazionali sostengono la domanda rurale

Indicatore Agosto 2026
Pernottamenti +2,7% su base annua
Pernottamenti di residenti -0,9%
Pernottamenti di non residenti +12,1%
Occupazione dei posti letto 43,0%, in aumento dell’1,7%
Occupazione nel fine settimana 48,9%, in aumento del 7,9%
Regione leader Castiglia e León, oltre 314.000 pernottamenti (+2,3%)
Occupazione più alta Isole Baleari, 75,1%
Area turistica leader Maiorca, oltre 218.000 pernottamenti e un’occupazione del 74,3%

La domanda interna di turismo rurale è leggermente calata, quindi la crescita arriva interamente dai viaggiatori stranieri, che prenotano sempre più spesso lontano dalla costa e dalle grandi città.

Italia: i piccoli comuni corrono più del mercato nazionale

Tra gennaio e luglio 2026 i piccoli comuni hanno registrato il 5,6% di arrivi in più e il 4,4% di presenze in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Gli aumenti più forti si sono visti in regioni poco esposte al turismo urbano di massa.

Regione Crescita delle presenze nei piccoli comuni, gennaio-luglio 2026
Abruzzo +10,9%
Piemonte +9,8%
Marche +9,4%
Puglia +8,1%

Sul fronte degli arrivi, la classifica è guidata da Lazio (+10,9%), Friuli Venezia Giulia (+9,9%), Abruzzo (+9,6%) e Piemonte (+9,0%).

Portogallo: crescono sia l’offerta sia la domanda rurale

Indicatore 2025 Variazione
Strutture 2.054 +3,4%
Camere 16.200 +3,8%
Posti letto 35.700 +4,4%
Ospiti 1,5 milioni +6,7%
Pernottamenti 3,3 milioni +6,9%
Pernottamenti di non residenti n.d. +10,3%
Quota dei pernottamenti in Nord, Alentejo e Centro 65,1% n.d.
Quota dei pernottamenti tra luglio e settembre 42,9% n.d.

La domanda è cresciuta più rapidamente dell’offerta, il che indica un’occupazione più solida per gli operatori rurali già attivi. La Germania è il primo mercato internazionale, seguita da Francia, Spagna, Stati Uniti e Paesi Bassi.

Francia e Grecia: pianificare prima che arrivi la pressione

Paese Quadro Cosa prevede
Francia Strategia nazionale per la gestione dei flussi turistici, adottata nel 2023 Circa l’80% dell’attività turistica si concentra sul 20% del territorio. La strategia sostiene 25 siti pilota che sperimentano strumenti per distribuire i flussi di visitatori nel tempo e nello spazio.
Grecia Quadro Speciale di Pianificazione Territoriale per il Turismo, in vigore dal 7 agosto 2026 Classifica il territorio in cinque fasce in base all’intensità turistica, dalle Aree a Sviluppo Controllato alle Aree di Sostegno Speciale allo Sviluppo, con lotti minimi più ampi per gli hotel nelle zone più sotto pressione e una fascia costiera di 25 metri senza nuove costruzioni.

Il quadro greco consente anche regole locali più stringenti sugli affitti brevi nelle aree sotto pressione, come l’obbligo di residenza principale, limiti al numero di mesi all’anno in cui un immobile può essere affittato, zone in cui l’attività è limitata o vietata e tetti alla nuova offerta.

Perché è importante

Per gli operatori e gli investitori degli affitti brevi, i dati confermano che la crescita si sta spostando dai centri urbani regolamentati come Barcellona, Venezia e il centro di Lisbona verso destinazioni rurali e minori, dove finora le regole sulle licenze sono state più leggere. L’opportunità porta con sé un avvertimento chiaro: gli strumenti di pianificazione che Francia e Grecia stanno costruendo servono a gestire queste aree prima che si saturino, quindi chi entra per primo deve aspettarsi che le regole su licenze e offerta seguano la domanda.

Foto di copertina: Neer Naor su Unsplash.

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